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lunedì 29 febbraio 2016

IL PARTICOLARE NON CATTOLICO


Pubblichiamo il numero di Marzo 2016
di "Radicati nella fede"

IL PARTICOLARE
NON CATTOLICO



IL PARTICOLARE NON CATTOLICO
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno IX n° 3 - Marzo 2016

  C'è un'attitudine del cattolicesimo modernizzato che non è cattolica e che porta, se praticata, ad uno snaturamento del cattolicesimo stesso. Si tratta della valorizzazione del particolare. Si prende un aspetto del Vangelo, un aspetto del cristianesimo, quello che piace, e lo si fa diventare la chiave di interpretazione di tutto.
  Così ha fatto anche il demonio nel deserto, quando ha tentato Nostro Signore utilizzando le Scritture in un particolare (Mt 4,1-11):
  «Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane».

  «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede».

  Il demonio fa così anche con gli uomini, fa così anche con te, ti dice una parte e con quella parte ti spinge a non servire Dio.

  È questa la forma più subdola della tentazione, ed è la modalità più ricorrente oggi.
  Molti ci sono cascati e ci cascano nella Chiesa.
  E ciò che è ancora più grave è che fanno diventare il particolare, valorizzato e sottolineato, chiave interpretativa di tutta la vita cristiana.

  Tentiamo alcuni semplici esempi: difronte ai credenti di altre religioni si dice “anche loro credono in Dio”, ma si dimentica di ricordare che devono accogliere il Dio rivelatosi in Gesù Cristo e che non possono fermarsi ad una falsa rivelazione. Così, difronte ai cosiddetti “fratelli separati”, ai protestanti di tutte le diverse confessioni, si dice “anche loro credono in Cristo e hanno il battesimo”, ma si tace sul fatto che, avendo menomato brutalmente il Vangelo e la dottrina sulla grazia e i sacramenti, questi hanno perso l'unione di santità al Signore che salva, e che l'affermare a parole Gesù Cristo non basta per la salvezza, se poi rifiutano il modo con cui Cristo ha scelto di salvarli. Con gli agnostici poi, con i mezzi-atei, si arriva fino al patetico: “abbiamo in comune il rispetto per l'uomo e il desiderio per una società più giusta”, arrivando fino a rinnegare tutto il Vangelo, dimenticando quelle lapidarie parole di Nostro Signore “Senza di me non potete fare nulla” (Gv 15,5).

  È una falsa pedagogia quella che si produce con la valorizzazione del particolare; possiamo dirlo, è demoniaca, e il demonio è padre della menzogna.
  Una falsa pedagogia, per di più illusoria, quella di chi pensa che, valorizzando il briciolo di verità presente in chi non dimora nella piena verità della rivelazione, si favorisca il ritorno o il giungere alla piena verità di tutti.

  Avviene invece esattamente il contrario: a furia di valorizzare elegantemente il particolare di chi è ancora nell'errore, si finisce per trasformarsi in chi si voleva riavvicinare: è il dramma della chiesa degli anni conciliari.

  Abbiamo così oggi i cattolici protestantizzati o tendenti al protestantesimo; abbiamo poi i cattolici tendenti alla religione naturale; e abbiamo, e quanti sono!, i cattolici orizzontali, impegnati nella promozione sociale vista come l'unico messianismo possibile. Abbiamo queste tre categorie, a seconda del dialogo intrapreso: con i fratelli separati, con i credenti di altre religioni, o con gli agnostici alla moda.

  È l'effetto boomerang del dialogo eretto a sistema! Non sei tu che riavvicini al cattolicesimo, sei tu invece, cattolico dialogante, che ti trasformi nel tuo interlocutore.

  Ma Gesù nel deserto non ci ha insegnato il dialogo, afferma la verità tutta intera rifiutando il particolare:
  «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio»;

e ancora: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».

  «Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto».

  L'attitudine cattolica, la sola, non è la valorizzazione del particolare, ma il dire sempre tutta la verità rivelata, senza lasciarne fuori nemmeno un pezzetto, perché è il tutto che dice la verità del particolare e la dice nelle sue proporzioni.
  Cattolico vuol dire universale, e l'universale domanda il tutto! tutta la verità!

  La messa cattolica e la sua sciagurata riforma è stata il terreno di scontro di queste due attitudini presenti nel cattolicesimo. Si è pensato, da parte dei riformatori, di insistere su particolari della messa, per riavvicinare soprattutto il mondo protestante. Risultato: una dilagante perdita del senso cattolico della messa e conseguentemente della vita.
  La Messa e la sua riforma è diventato il terreno di coltura di questi accenti particolari che allontanano dall'unità cattolica.

  Cosa ne è conseguito? Un vero disastro! La diminuzione se non la perdita del senso del sacerdozio cattolico – lo svuotamento di senso della vita consacrata – la più grande crisi della famiglia mai conosciuta.

  Occorre tornare al tutto, unica chiave ermeneutica adeguata: nel tutto il particolare è vero, il particolare non dice il vero da solo.

  Tra l'altro il magistero del Papa e dei Vescovi c'è per questo, per ricordare il tutto, perché per il particolare, per cadere nel particolare, siamo ahimè buoni tutti!

  Ogni affermazione nella Chiesa ha valore se riafferma il tutto, se non lascia nulla fuori della Rivelazione; altrimenti è moda del momento. Se affermazioni dei Pastori della Chiesa lasciano fuori qualcosa, non sono Magistero e non vanno ascoltate, perché prive di autorità.

  È così semplice, ma occorre essere semplici per capirlo. Per questo Gesù dice: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.» (Mt 11,25-26)

domenica 28 febbraio 2016

L'OPERA DI CRISTO: LIBERARE DAL DEMONIO E DARE LA SALVEZZA - Terza Domenica di Quaresima


TERZA DOMENICA DI QUARESIMA


L'opera di Cristo: liberare dal demonio 
e dare la salvezza.
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 28 Febbraio 2016



giovedì 25 febbraio 2016

Un regalo da "il Giornale"

Pubblichiamo l'articolo apparso su 
"il Giornale" il 26/02/2016
e il video 
"Così vivono i cattolici anti-modernisti"
a cura di Giovanni Masini



Viaggio fra i cattolici tradizionalisti:
"No all'accoglienza indiscriminata"

In val Vigezzo una piccola comunità celebra la Messa in latino, resiste alle riforme della Chiesa moderna e cerca "un Cristianesimo con più dogmi e più certezze"

Giovanni Masini

Da Vocogno di Craveggia (Verbania)

Un movimento del dito per spegnere lo smartphone e le mani corrono rapide alla borsetta, da cui spunta un velo nero.

Le donne sono pronte per entrare in chiesa. Con un gesto, lasciano la modernità fuori dalla porta, nel mondo secolare e fanno il loro ingresso in una dimensione atemporale, consacrata.

In un cosmo che in apparenza è fermo a sessant'anni fa, ma che per i suoi abitanti è eterno, la comunità cattolica di Vocogno - borgo adagiato nella pittoresca Val Vigezzo - si raduna ogni domenica per ascoltare la Messa secondo il rito antico. La Messa in latino, per intenderci. Fra nuvole d'incenso e paramenti antichi che non siamo più abituati a vedere, i fedeli si muovono a proprio agio nei salmi latini, recitando senza esitazione le preghiere nella lingua di Roma.

Animatore della comunità è don Alberto Secci, da sempre punto di riferimento per i tradizionalisti piemontesi. Don Secci celebra esclusivamente secondo il rito antico dal 2007, quando Benedetto XVI ribadì, promulgando il motu proprio Summorum Pontificum, che la messa in latino non era mai stata abolita.

Tuttavia, a differenza di molti altri sacerdoti, nella chiesa di Santa Caterina si celebra esclusivamente secondo il rito antico. Per la messa in italiano non c’è posto. Lo stesso avviene nella vicina Domodossola, dove don Stefano Coggiola celebra in latino nella cappella dell’ospedale. Quando, anni fa, si è rifiutato di dir Messa in italiano, la diocesi di Novara gli ha tolto la titolarità della parrocchia. Lo stesso è avvenuto a don Alberto.

Entrambi garantiscono che “il problema è clericale, non dei fedeli”. Il rito tridentino, spiega don Alberto, si pone in continuità con la tradizione liturgica della Chiesa, perpetuando forme e usanze che non sono mai state messe al bando. Non solo. “Il rito non è solo un fattore estetico - ammonisce il sacerdote mostrandoci gli ambienti austeri della chiesa - ma è legato alla dottrina: la riforma della Messa ha promosso un Cristianesimo con pochi dogmi e con poche regole".

"Troppo spesso - prosegue - si insiste sull'accoglienza, che è doverosa, ma si dimentica di dire che le persone che sono accolte dalla Chiesa devono iniziare un percorso di conversione."

Nel rito come nella dottrina, "ciò che viene dalla tradizione non si può abolire." E a chi obietta che il latino impedisce la comprensione, don Alberto spiega pacato: "Noi abbiamo sempre fornito dei messali con la traduzione. E comunque - spiega sorridendo - serve una comprensione differente, non solo letterale. Uno prima è coinvolto dal rito, dal canto, dal silenzio...."

La catechesi viene garantita grazie a incontri bisettimanali di dottrina e a un bollettino compilato insieme a don Coggiola e pubblicato sul blog "radicati nella fede".

E i fedeli arrivano, anche da molto lontano. C'è chi viene dalla Svizzera e chi percorre trecento chilometri a settimana per coltivare la propria fede nel rispetto della tradizione.

Certo, alcune affermazioni delle frange più progressiste della gerarchia lasciano spaesati, ma incontrando queste persone traspare evidente la convizione che la Chiesa vada aiutata - "e amata", come tiene a sottolineare don Alberto - dall'interno, nell'obbedienza all'autorità costituita.

"La Chiesa - spiega uno dei membri del coro - si salverà qui. Grazie alla tradizione."




Il video realizzato e pubblicato 
da "il Giornale" 


Così vivono i cattolici "anti-modernisti"
a cura di Giovanni Masini




domenica 21 febbraio 2016

IL CONFUSIONISMO DELLA CHIESA AMMODERNATA NON E' SECONDO LA RIVELAZIONE - Seconda Domenica di Quaresima


SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA


Il confusionismo della Chiesa ammodernata
non è secondo la Rivelazione.
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 21 Febbraio 2016

domenica 14 febbraio 2016

MEMENTO HOMO - Prima Domenica di Quaresima


PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA


Memento homo: omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 14 Febbraio 2016

sabato 6 febbraio 2016

MERCOLEDI' DELLE CENERI A VOCOGNO


MERCOLEDI' DELLE CENERI
Vocogno, 10 Febbraio 2016


ore 20.30
S. Messa cantata in rito tradizionale
e Imposizione delle Sacre Ceneri
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