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lunedì 31 dicembre 2018

O la Tradizione o il nulla


Pubblichiamo il numero di Gennaio 2019
di "Radicati nella fede"

O LA TRADIZIONE
O IL NULLA



O LA TRADIZIONE O IL NULLA
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 1 - Gennaio 2019

  Non c'è alternativa alla Tradizione.

  Sì, è proprio così, nella Chiesa Cattolica non si dà altra possibilità che quella di vivere il Cristianesimo nella sua forma tradizionale. L'alternativa? è l'autodistruzione della Chiesa stessa.

  Guardate cosa è accaduto in questi decenni: l'autorità della Chiesa si è messa alla ricerca di una nuova interpretazione del Cattolicesimo che si adattasse al mutamento dei tempi; e lo ha fatto eliminando gli elementi transitori, secondari a detta di molti, gli elementi derivati da una certa situazione storica, dicendo di voler conservare solo i pilastri fondamentali... e facendo così il Cattolicesimo romano è di fatto svanito.

  A furia di dire “questo è essenziale, questo no”, la Chiesa cattolica ha cambiato volto, per poi confondersi con qualsiasi congregazione protestante e scomparire nell'indifferenza generale.

  Proprio perché la fede creduta e vissuta ti è consegnata da altri, dalla Chiesa che c'è prima di te; proprio perché la fede è un dono di Dio ma dentro questa consegna di altri che la fede l'hanno vissuta, l'hanno praticata prima di te; proprio per questo l'operazione essenziale/secondario è pericolosissima e in ultimo ingannevole e falsa.

  La fede non è una tua elucubrazione personale, il Cattolicesimo è un fatto comunicato da una presenza cattolica prima di te, che ti abbraccia e alla quale tu decidi di appartenere e che a tua volta, se sarai stato fedele, consegnerai ad altri. Per questo un fatto dato, una vita data, una storia che ti raggiunge, la si segue ripetendola con fedeltà anche nei suoi gesti più piccoli ed esteriori, pena il perdere la comunicazione del fatto stesso.
  Ad esempio come distinguere nettamente la fede nella presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucarestia dalle genuflessioni? Certo che le genuflessioni sono un fatto esterno, un'espressione di usi storici contingenti derivati da una certa cultura, un'espressione secondaria, ma toglietele o diminuitele e vedrete che la fede nella presenza eucaristica muterà in sostanza, come è mutata di fatto nel cattolicesimo di oggi. Allora, si può davvero distinguere essenziale da secondario? E se fosse il secondario a portare l'essenziale? E nei secoli è proprio salvando il secondario che il Cattolicesimo romano ha salvato il deposito della fede!

  Potremmo al riguardo estendere il ragionamento a mille aspetti della vita della Chiesa, Papa-Vescovi-Sacramenti-Disciplina-Vita dei fedeli, e la conclusione non cambierebbe. Lo sa bene ogni buon padre e madre, che se vuole salvare la santità della sua famiglia e della vita dei figli, deve custodire con rigorosa precisione la compostezza dignitosa della conduzione della sua casa: ogni cedimento sulle piccole regole ha conseguenze devastanti.

  All'inizio di un anno nuovo dobbiamo dunque implorare la grazia di essere fedeli al secondario, che secondario poi non è, per salvare la fede, la fede cattolica.

  Fedeli al “secondario essenziale”, cioè ai gesti che la Chiesa compie con semplice fedeltà, là dove emerge per noi la presenza della Chiesa che non ha buttato il secondario sfigurando il suo volto.
  Fedeli al centro di messa tradizionale che ci è dato, fedeli alla vita concreta che sgorga come dono in questo luogo, secondo i gesti puliti della Tradizione: Messa quotidiana, Messa cantata la domenica, la Dottrina per i grandi prima e per i piccoli poi, l'amore al canto liturgico, la preghiera personale e la regolarità nei sacramenti, la lettura e lo studio del tesoro cristiano, la carità vicendevole capace di tenerezza e di responsabile severità.
  Tutto qui, fedeli a quello che la Chiesa ha sempre fatto, senza stancarsi, e nella forma con cui l'ha fatto, quella forma che cresciuta e purificata nei secoli è la sola ad essere capace di trasmettere in modo vivo la fede e la grazia di sempre.

  Se non saremo fedeli nel concreto, una consegna si spezzerà e allora non potremo parlare di Tradizione, perché la Tradizione non è un'idea ma una consegna!

  È sempre stato così, in tutti i tempi della Chiesa.

  Parlando della difficile epoca delle invasioni barbariche, Christopher Dawson dice dei monaci:

  “E benché il monachesimo a prima vista sembri poco adatto a resistere alla spietata mania di distruzione in un'epoca di violenza e di guerra, dimostrò di possedere una straordinaria forza di recupero. Su cento monasteri, novantanove potevano essere distrutti e i monaci uccisi o scacciati, e pur tuttavia l'intera tradizione poteva ancora essere ricostruita dall'unico sopravvissuto, e i luoghi devastati potevano essere ripopolati da nuovi contingenti di monaci, i quali avrebbero di nuovo riallacciato le interrotte tradizioni, seguendo la stessa regola, celebrando la stessa liturgia, leggendo gli stessi libri e avendo gli stessi pensieri dei loro predecessori” (Christopher Dawson, Il cristianesimo e la formazione della civiltà occidentale, BUR Rizzoli, 1997, pag.86).

  Non è forse questa anche la nostra storia? Dentro la barbarie del mondo cristiano che ha abbandonato Cristo, tra i ruderi lasciati dal cattolicesimo liberale sempre più agnostico, ricominciare costantemente a vivere i gesti della fede consegnata, e viverli dentro un luogo dato.

  Non ci interessa se non questo, non chiedeteci altro perché questo è l'essenziale, che purtroppo a troppi sembra ancora secondario.

domenica 30 dicembre 2018

Nasce e giudica


DOMENICA 
TRA L'OTTAVA DI NATALE


NASCE E GIUDICA
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 30 Dicembre 2018


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Natale a Vocogno - Video e Omelia


NATALE A VOCOGNO


Video Santa Messa della Notte




NON SOLO UN FATTO MA UN ATTO
Omelia di don Alberto Secci nella Messa della Notte
Vocogno, 25 Dicembre 2018




Video Santa Messa del Giorno

domenica 23 dicembre 2018

Appianate i suoi sentieri


QUARTA DOMENICA
DI AVVENTO


APPIANATE I SUOI SENTIERI
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 23 Dicembre 2018


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martedì 18 dicembre 2018

Santo Natale 2018 - Gli orari delle funzioni a Vocogno


SANTO NATALE 2018


Nell'intento di fare cosa gradita ai fedeli 
legati alla Messa Tradizionale
pubblichiamo gli orari delle funzioni del Santo Natale 
a VOCOGNO.


PER SOSTENERE IL BOLLETTINO E IL SITO

domenica 16 dicembre 2018

Drammatici e lieti


TERZA DOMENICA
DI AVVENTO
Domenica Gaudete


DRAMMATICI E LIETI
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 16 Dicembre 2018


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giovedì 13 dicembre 2018

Regem venturum Dominum - Novena del Santo Natale secondo Tradizione a Vocogno


NOVENA DEL SANTO NATALE
Vocogno, dal 16 Dicembre.


Giorni feriali alle ore 20.30
Le Domeniche 16 e 23 Dicembre Novena alle ore 16.00

CANTO DELLE PROFEZIE
BENEDIZIONE EUCARISTICA

domenica 9 dicembre 2018

Dio vuole l'attesa


SECONDA DOMENICA
DI AVVENTO


DIO VUOLE L'ATTESA
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 9 Dicembre 2018

sabato 8 dicembre 2018

L'Immacolata: Dio è cattolico.


IMMACOLATA CONCEZIONE
DELLA BEATA VERGINE MARIA


L'IMMACOLATA: DIO E' CATTOLICO.
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Sabato 8 Dicembre 2018


Video Santa Messa cantata



Video Vespri e Benedizione Eucaristica



lunedì 3 dicembre 2018

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria


IMMACOLATA CONCEZIONE 
DELLA B. V. MARIA
Sabato 8 Dicembre - Vocogno


ore 10.30
Santa Messa cantata

ore 15.30
Canto solenne dei Vespri
Benedizione Eucaristica


ore 17.00
Santa Messa letta

:::::::

Cappella dell'Ospedale di Domodossola
ore 10.30 S. Messa cantata

domenica 2 dicembre 2018

Alzatevi e sollevate lo sguardo


PRIMA DOMENICA
DI AVVENTO


ALZATEVI E SOLLEVATE LO SGUARDO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 2 Dicembre 2018

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