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domenica 26 maggio 2019

La preghiera soprannaturale e la preghiera naturale


V DOMENICA DOPO PASQUA


LA PREGHIERA SOPRANNATURALE 
E LA PREGHIERA NATURALE
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 26 Maggio 2019

sabato 25 maggio 2019

domenica 19 maggio 2019

Se non giudica non è la Chiesa cattolica


IV DOMENICA DOPO PASQUA


SE NON GIUDICA NON E' LA CHIESA CATTOLICA
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 19 Maggio 2019

sabato 18 maggio 2019

La Santità è Mariana / 3


I VENERDI' DEL MESE DI MAGGIO

LA SANTITA' E' MARIANA


Terzo Venerdì: BEATO PIERGIORGIO FRASSATI
don Alberto Secci
Vocogno, 17 Maggio 2019


domenica 12 maggio 2019

Hanno chiuso il Cielo


III DOMENICA DOPO PASQUA


HANNO CHIUSO IL CIELO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 12 Maggio 2019

sabato 11 maggio 2019

La Santità è Mariana / 2


I VENERDI' DEL MESE DI MAGGIO

LA SANTITA' E' MARIANA


Secondo Venerdì: SANTA TERESA DEL BAMBIN GESU'
don Alberto Secci
Vocogno, 10 Maggio 2019


domenica 5 maggio 2019

Seguire il Buon Pastore


II DOMENICA DOPO PASQUA


SEGUIRE IL BUON PASTORE
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 5 Maggio 2019

sabato 4 maggio 2019

La Santità è Mariana


I VENERDI' DEL MESE DI MAGGIO

LA SANTITA' E' MARIANA


Primo Venerdì: DON BOSCO
don Alberto Secci
Vocogno, 3 Maggio 2019

martedì 30 aprile 2019

Troverà la fede sulla terra?


Pubblichiamo il numero di Maggio 2019
di "Radicati nella fede"

TROVERA' LA FEDE SULLA TERRA?



TROVERA' LA FEDE SULLA TERRA?
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 5 - Maggio 2019

 “Quando il Figlio dell'uomo tornerà, troverà la fede sulla terra?”: è questa la domanda che, espressa da Nostro Signore Gesù Cristo, torna continuamente nella nostra mente nei giorni che ci è chiesto di vivere.

 Forse tutti i cristiani, di tutte le generazioni cristiane, l'hanno udita riecheggiare dentro, nella costante e implacabile lotta della vita. Certo, tutte le anime seriamente impegnate, preoccupate di conservare la fede difronte al mondo, hanno sentito risuonare quelle terribili e solenni parole... “troverà la fede sulla terra?”.
 Come però negare che oggi l'eco dell'interrogativo di Cristo ci raggiunge con una drammaticità che toglie il respiro?

  Ma c'è una cosa che fa ancora più tremare ed è che questa domanda diventa forte come un rombo di tuono non difronte al mondo, già da troppo tempo perso in uno stanco e reiterato laicismo, ma difronte alla Chiesa che, nel suo insieme, sembra aver smarrito la strada della fede autentica.

 E se il Signore si riferisse proprio alla sua Chiesa quando parlava di “terra”? Eh sì, perché affinché la terra degli uomini faccia ritrovare la fede a Cristo che torna, occorre che questa fede la Chiesa l'abbia custodita e, così custodita, comunicata.

 Ma quale fede?
 Quale fede dovrà trovare Cristo che torna?

 Certamente non una vaga religiosità, quella c'era già senza Cristo e ci sarà sempre.

 Non cercherà, il Signore, una vaga religiosità naturale, a cui magari affrettatamente qualche ecclesiastico avrà aggiunto un altrettanto affrettato “timbro” cristiano.
 Non una vaga religiosità naturale, la fede in un Dio generico che, come uscita di sicurezza, deve pur esserci per l'uomo che, consumata la vita su questa terra, si ritrova senza più niente in mano.

 No, non è questa la fede.

 La fede di Cristo, quella che lui cerca, è la fede nella vita soprannaturale che Lui è venuto a portare nel mondo; quella vita per cui lui è morto in Croce.
 È la fede nella vita di Grazia, quella comunicata dai sacramenti, tutti e sette, e custodita dai comandamenti, tutti e dieci.

 Gesù è venuto per elevare la nostra vita, per portarla in Dio unica nostra pace, e perché questa elevazione sia reale, si produca sul serio, chiede la rinuncia a se stessi, che inizia dalla rinuncia al peccato.

 Nella notte di Pasqua, nel cuore della Veglia, la Chiesa ci ha chiesto di ripetere le promesse del battesimo: Rinunciate a Satana e a tutte le sue opere?... Credete in Dio...?

 La fede, quella che dà davvero la vita eterna, produce una operazione reale nella vita, di rinuncia a sé e di consegna a Dio. La fede naturale, invece, non chiede niente e non produce niente.

 Il battesimo con le sue promesse ha aperto per noi, dono inaudito, la vita di Dio.
 “Quando Cristo tornerà” troverà questa fede sulla terra?

 Molta Chiesa Cattolica sembra averla già abbandonata nell'illusione di essere più facilmente accettata nella società praticamente atea di oggi.

 Certo, questa chiesa dalla fede “ridotta” non sarà mai la Chiesa Cattolica, ma la abita da dentro occupandola abbondantemente.

 E questa chiesa dalla fede “ridotta” ha da tempo il suo clero: un clero muto, che non chiama alla conversione perché in fondo, per lui, il peccato è solo un modo per dire la fatica del vivere.

 Questa chiesa dalla fede “ridotta” ha da tempo il suo clero che è pronto a benedire tutto, pur di sedersi nel salotto buono della società.
 Sì, perché nel vuoto della fede resta, per sentirsi ancora vivi, solo una cosa: esserci ancora in tutte le iniziative; e in nome di questo presenzialismo, non si cura la crescita di quel piccolo resto che ancora conserva la fede autentica, la fede di Cristo. Non si cura amorevolmente il piccolo resto, ma lo si scandalizza mentre si conversa nel salotto buono della società.

 Ci si illude che tutto diventi cristiano con un passaggio frettoloso in chiesa, con una benedizione a uno dei tanti “cippi” della religione civile, prendendo la parola tra un sindaco e un assessore.

 Sono illusioni e non benedizioni queste, perché non hanno, dentro, il movimento della Grazia, cioè la rinuncia a Satana e il credere in Dio.

 No, non basta davvero un passaggio in chiesa, non basta l'assistenza ad una messa affrettata e umanizzata, dove la preoccupazione è salire sul palco; non basta questa messinscena perché le cose diventino cristiane.

 Occorre che la vita degli uomini e della società lo siano davvero cristiane, cioè che portino dentro, anche come giudizio culturale, la rinuncia a Satana e l'obbedienza a Dio.

 Occorre che siano veramente cristiane, con tutti i sacramenti e tutti i comandamenti... per la gloria di Dio e la vita degli uomini.

domenica 28 aprile 2019

La Pasqua: contenuto, non cornice.


DOMENICA IN ALBIS


LA PASQUA: CONTENUTO, NON CORNICE.
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 28 Aprile 2019

sabato 27 aprile 2019

I Venerdì del Mese di Maggio a Vocogno


I VENERDI' DEL MESE DI MAGGIO
Vocogno

LA SANTITA' E' MARIANA


Chiesa Parrocchiale di Vocogno
Venerdì 3 - 10 - 17 - 24 - 31 Maggio
ore 20.30

Santo Rosario - Istruzione - Benedizione Eucaristica

____________________________________
Data la loro importanza, questi serate sostituiscono gli "Incontri di Dottrina Cattolica" del mese di maggio

mercoledì 24 aprile 2019

Sacro Triduo Pasquale - I Video


SACRO TRIDUO PASQUALE
in rito tradizionale
VOCOGNO


GIOVEDI' SANTO
Messa "In Cena Domini"



VENERDI' SANTO
Solenne azione liturgica
della Passione e Morte di N. S. Gesù Cristo



SABATO SANTO
Solenne Veglia Pasquale
Prima S. Messa di Pasqua



PASQUA
Santa Messa cantata

lunedì 22 aprile 2019

La Chiesa, di buon mattino con le donne, al sepolcro.


PASQUA


LA CHIESA, DI BUON MATTINO CON LE DONNE, 
AL SEPOLCRO.
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 21 Aprile 2019

domenica 21 aprile 2019

Non solo Risorto, ma Vincitore della mia morte.


VEGLIA PASQUALE


NON SOLO RISORTO, 
MA VINCITORE DELLA MIA MORTE.
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Sabato 20 Aprile 2019

sabato 20 aprile 2019

Il bacio del discepolo, non quello di Giuda.


VENERDI' SANTO


IL BACIO DEL DISCEPOLO, NON QUELLO DI GIUDA.
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, 19 Aprile 2019

venerdì 19 aprile 2019

Il dono inestimabile della vita di grazia


GIOVEDI' SANTO


IL DONO INESTIMABILE DELLA VITA DI GRAZIA
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Giovedì 18 Aprile 2019


giovedì 18 aprile 2019

lunedì 15 aprile 2019

SACRO TRIDUO PASQUALE IN RITO TRADIZIONALE A VOCOGNO


SACRO TRIDUO PASQUALE

Gli orari del Triduo Pasquale 2019
secondo la forma tradizionale del Rito Romano
nella chiesa di Vocogno


GIOVEDI' SANTO
18 Aprile 2019
ore 20.30
Santa Messa in Cena Domini

***

VENERDI' SANTO
19 Aprile 2019
ore 20.30
Liturgia della Passione

***

SABATO SANTO
20 Aprile 2019
ore 20.30
Solenne Veglia Pasquale
Prima Santa Messa di Pasqua


PASQUA

Domenica 21 Aprile 2019


VOCOGNO
ore 10.30
Santa Messa cantata

N.B.: La Domenica di Pasqua non c'è la Messa delle ore 17 a Vocogno.

Lunedì di Pasqua
22 Aprile 2019
ore 10.30 S. Messa cantata

Cappella dell'Ospedale di Domodossola
ore 10.30
Santa Messa cantata

Lunedì di Pasqua
22 Aprile 2019
ore 10.30 S. Messa cantata

domenica 7 aprile 2019

Exinanivit


PRIMA DOMENICA DI PASSIONE


EXINANIVIT
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 7 Aprile 2019

sabato 6 aprile 2019

Domenica delle Palme in rito tradizionale a Vocogno


DOMENICA DELLE PALME


VOCOGNO
14 Aprile 2019

ore 10.30
BENEDIZIONE DEGLI ULIVI
PROCESSIONE
SANTA MESSA CANTATA
[Canto del Passio]

N.B.: Questa Domenica non c'è la Messa delle ore 17 a Vocogno

______________________________________________

Cappella dell'Ospedale 
di Domodossola

ore 17.00 Santa Messa

domenica 31 marzo 2019

Tradizione e Chiesa


Pubblichiamo il numero di Aprile 2019
di "Radicati nella fede"

TRADIZIONE E CHIESA



 
TRADIZIONE E CHIESA
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 4 - Aprile 2019

  “Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell’Anticristo…” 1 Giovanni 4,2-3.

  Se c'è una cosa urgente, se c'è una cosa non rimandabile è proprio questo riconoscere Gesù Cristo venuto nella carne. Non potremmo dare a questa quaresima e alle prossime feste pasquali contenuto più adeguato; come non potremmo trovare lavoro più essenziale a tutta nostra vita.

  Ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne è da Dio: abbiamo qui anche il supremo criterio per sapere cosa, e chi soprattutto, è cattolico, e chi no.

  Solo che anche di questo criterio rischiamo di fare una frase astratta. Qualcuno dirà che certamente riconosce che Gesù è vero Dio e vero uomo! Certo che sì, ma occorre domandarsi se questa suprema verità diventa anima e criterio di ogni giudizio e azione; se diventa sguardo con cui affrontiamo l'esistenza e impeto con cui ci mettiamo all'opera.

  Gesù Cristo è venuto nella carne, non è una formuletta da catechismo, sarebbe troppo poco e ingannevole. Il peccato ci fa essere spiritualisti e capacissimi nel togliere corpo a tutto, anche alle verità più sante.

  Gesù Cristo è venuto nella carne: ma dove è affermata l'Incarnazione in tutta la sua scandalizzante potenza? nel suo estremo implicarsi con la nostra vita? Certamente nel mistero della Chiesa.

  Il Corpo di Cristo è la Chiesa. La carne di Cristo è la Chiesa.

  Chi non riconosce, anche qui non teoricamente - non basta, è troppo poco! - ma esperienzialmente il mistero della Chiesa, corpo di Cristo, sua Incarnazione permanente, si comporta come l'Anticristo.

  La Chiesa è tutto per noi, perché Cristo è tutto. E non si dà un Cristo senza Chiesa, suo mistico corpo.

  Santa Giovanna d'Arco interrogata dai giudici suoi persecutori disse: “Di Gesù Cristo e della Chiesa io penso che siano la stessa cosa, e che su questo punto non si debbano fare difficoltà”. È il grido di un cuore fedele che riassume la fede di tutti i Dottori della Chiesa.
  C'è da domandarsi che coscienza abbiamo noi della Chiesa e cosa facciamo per essa. Invece di perderci in quisquilie, facciamo di questa domanda il contenuto dei giorni santi che vivremo. Tutto questo è la radice della moralità e della santità.

  Nella seconda domenica di quaresima san Paolo diceva: questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione. Ma non si dà santità che non c'entri con la Chiesa, altrimenti è uno scimmiottamento umano dell'Anticristo.

  Il cristianesimo rivoluziona le morali umane, quelle che l'uomo si costruisce. Stiamo attenti anche noi a non costruirci una nostra morale, ma a volere ciò che Cristo vuole.

  Ogni morale umana vuole fare il bene e fuggire il male, ma il problema vero è dove sta il bene.

  Il bene per il cristiano è la costruzione del Corpo di Cristo, perché è solo Cristo che ci salva. La Santità dunque è l'edificazione della Chiesa: questo è cristiano, solo questo.

  Partiamo da questo per non seguire l'Anticristo.
  Stiamo a questo lavoro con tutto noi stessi per santificarci sul serio.

  La situazione drammatica della Chiesa, sballottata come una nave nella tempesta da lotte interne ed esterne; umiliata dagli scandali dei suoi figli e giudicata falsamente dagli immorali del mondo, deve portarci ad affermare, ancora più fortemente che mai, che lo scopo del nostro esserci è l'edificazione della Chiesa, punto e basta.

  Il ritorno alla tradizione non ha altro scopo che riconoscere Gesù Cristo venuto nella carne, e permanente in quella carne che si chiama Chiesa.

  Per che cosa ci rifacciamo alla Tradizione, se non per difendere la Chiesa? e difendendo la Chiesa, difendere Gesù Cristo? La Tradizione è la Chiesa stessa, la sua storia ininterrotta, il suo contenuto trasmesso e difeso per venti secoli. La Tradizione è la Verità che è Cristo stesso, ed è gli strumenti di grazia che comunicano Cristo: e tutto questo costituisce la Chiesa.

  L'inganno del demonio, per noi, sarebbe quello di farci brancare la Tradizione per fare a meno della Chiesa, come se un contenuto come la Tradizione potesse esistere senza il suo soggetto che è la Chiesa. Esattamente come i modernisti sono stati ingannati dal demonio, quando si sono richiamati alla Chiesa di “oggi” senza il contenuto della Tradizione.
  Non si può dividere Cristo dalla Chiesa come non si può separare la Tradizione dalla Chiesa!

  Chi sposta l'obiettivo su altro è fuori dal cristianesimo, anche se si dice amante della Tradizione.
  Forse sarà un naturalista tradizionale o uno gnostico tradizionale, ma non un cristiano.
  Il discepolo di Cristo non divide mai Cristo dal suo Corpo.

  Tutto questo diventa verifica morale, occasione di pentimento, ma anche impeto di azione, perché il Signore non ti chiede solo di fruire della chiesa ma di edificarla. L'individualismo è la bestia nera che tutto rovina, che tutto manda in putrefazione, anche le cose più belle, perché uccide la Chiesa in te e attorno a te. E senza la Chiesa non ci sarà Cristo.

  Ma anche qui, che non diventi astratto l'amore alla Chiesa: viviamo uniti, fortemente uniti, la grazia che Cristo ha destato in noi, allora sarà veramente Tradizione. Edifichiamo la Chiesa secondo la Tradizione, là dove il Signore ci ha convocati.



Tristitia et Laetitia


QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA
DOMENICA LAETARE


TRISTITIA ET LAETITIA
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 31 Marzo 2019

domenica 24 marzo 2019

Ritornerò nella mia casa donde sono uscito.


TERZA DOMENICA DI QUARESIMA


RITORNERO' NELLA MIA CASA DONDE SONO USCITO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 24 Marzo 2019

giovedì 21 marzo 2019

Ite ad Ioseph


FESTA DI SAN GIUSEPPE
SPOSO DELLA B. V. MARIA


ITE AD JOSEPH
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Martedì 19 Marzo 2019

domenica 17 marzo 2019

Non dite a nessuno quello che avete visto


SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA


NON DITE A NESSUNO QUELLO CHE AVETE VISTO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 17 Marzo 2019

sabato 16 marzo 2019

Festa di San Giuseppe a Vocogno

FESTA DI SAN GIUSEPPE
Sposo della B. V. Maria


VOCOGNO
Martedì 19 Marzo 2019

ore 20.30
SANTA MESSA CANTATA
in rito tradizionale


_____________________________________________________________________

A te o beato Giuseppe
preghiera di Papa Leone XIII
 A Te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
 Per quel sacro vincolo di carità, che Ti strinse all'Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, Te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
 Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Cosi sia.

 _____________________________________________________________________

domenica 10 marzo 2019

Nel deserto per essere tentato


PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA


NEL DESERTO PER ESSERE TENTATO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 10 Marzo 2019

giovedì 7 marzo 2019

Parce pópulo tuo


MERCOLEDI' DELLE CENERI


PARCE POPULO TUO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Mercoledì 6 Marzo 2019


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Video Santa Messa

domenica 3 marzo 2019

Charitas


DOMENICA DI QUINQUAGESIMA


CHARITAS
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 3 Marzo 2019


PROBLEMI TECNICI RISOLTI. ORA SI PUO' ASCOLTARE IL FILE AUDIO.

giovedì 28 febbraio 2019

Obbedienti


Pubblichiamo il numero di Marzo 2019
di "Radicati nella fede"

OBBEDIENTI




OBBEDIENTI
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 3 - Marzo 2019

 La cosa più insopportabile per un tradizionale è passare per disobbediente. È l'accusa che fa più soffrire perché la più contraria alla verità che si racchiude nel termine stesso di Tradizione. La Tradizione è la grande obbedienza, perché la fede la ricevi, non la costruisci tu. La fede la ricevi attraverso la Rivelazione di Dio comunicata dalla Chiesa e precisata dalla Chiesa. La Tradizione, poi, che si condensa nella Liturgia è tutta un'obbedienza; e il cuore della liturgia che è la Santa Messa non ha senso fuori dall'obbedienza. La messa è l'obbedienza per eccellenza: “fate questo in memoria di me” dice Nostro Signore Gesù Cristo. Anche la struttura della liturgia bimillenaria della Chiesa è tutta basata sull'obbedienza: il rito impone parole e gesti che il prete pronuncia ed esegue, che non improvvisa. Siamo tornati alla messa tradizionale per vivere in questa obbedienza dove le ossa slogate ritrovano il loro posto; l’abbiamo fatto per essere ricostituiti in questa obbedienza, ma che dolore sentirci accusati di disobbedienza! Che dolore e che ingiustizia!

 Occorre entrare profondamente nella questione per comprendere che la nostra non è disobbedienza. Se uno resta in superficie non può capirlo, come non l'hanno capito tutti quei sacerdoti che cinquant'anni fa applicarono con dolore, perché interiormente perplessi, la riforma liturgica che rivoluzionava la messa di secoli all'indomani del Vaticano II. Non amavano la riforma che non aspettavano, lo facevano per pura obbedienza ad una norma della Chiesa, che chiedeva di abbandonare la forma della preghiera che li aveva generati alla fede.

 Loro apparentemente hanno obbedito, noi apparentemente disobbediamo e diciamo di no a questa riforma che non sarà mai buona, anche dopo cinquant'anni dalla sua imperterrita applicazione.

 Se accettiamo di apparire disobbedienti è per l'evidente “sfascio” provocato dal Novus Ordo Missae.
 È un giudizio chiaro che ci muove: il Novus Ordo ha fondato, senza dichiararlo, un nuovo ordine della Chiesa: dopo la messa nuova nulla è stato come prima: Papato, episcopato, sacerdozio, laicato sono come cambiati di natura. La nuova messa ha imposto una reinterpretazione globale del Cattolicesimo, che di fatto lo ha mutato radicalmente. Anche la preghiera, anche quella personale, non sarà più come prima; non sarà più come la preghiera di secoli di cristianità, perché la protestantizzazione aperta dalla riforma conciliare muta anche la forma del rapporto personale con Dio.

 E pensare che tutto questo sfascio, evidente oggi nei suoi disastrosi effetti scristianizzanti, è passato per obbedienza alla Chiesa! Poveri preti e poveri fedeli! Che illusione pensare di cambiare solo la Messa e non tutto il resto. Se cambi la messa cambi tutto, e tutto non sarà più come prima, non potrà più esserlo.

 Ebbene, accettiamo di apparire disobbedienti alla Chiesa, per obbedire alla Chiesa, perché di chiese non ce ne sono due!

 Non ci sono due Chiese, ce n’è Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana, con dentro un enorme e tragico incidente di percorso che il futuro rivelerà appieno.
 E se disobbediamo alla Chiesa che commette questo enorme errore, lo facciamo obbedendo a quello che la stessa Chiesa ha domandato, come obbedienza, fino all'altro ieri; e l’ha domandato così per secoli e secoli.

 Non ci sono due chiese. Sono i novatori ereticali, invece, che pretendono l'esistenza di due Chiese, quella vecchia e quella nuova. Sono loro a volere quella nuova che sorge dalla rivoluzione della Chiesa di sempre.

 Noi invece, noi tradizionali, non dobbiamo cadere nell'inganno dei rivoluzionari: stiano nell'unica Chiesa, accettando con dolore di sembrarle disobbedienti, amandola più di noi stessi. Accettiamo di sembrarle disobbedienti, amando infinitamente l'obbedienza che fa riposare nell'unione con Dio.
 Amiamo tutto dell'unica Chiesa, la sua storia, i suoi santi, la sua gente, tutta la civiltà che ha prodotto e che ha dato forma ai popoli; amiamo tutto di lei tranne che la rivoluzione che l'ha voluta cambiare con disprezzo.

 I rivoluzionari invece non l'hanno mai amata la Chiesa, e per non andarsene l’hanno cambiata.

 Non cadiamo nel loro inganno, non ci sono due Chiese, ma per capire questo occorre essere lucidi e inesorabili nella condanna di una falsa riforma abortiva.

 Proprio perché falsa, la riforma non ha fondato una nuova Chiesa, ha solo sfigurato la Chiesa di sempre, che permane anche in stato di dolore. Noi l'amiamo come figli obbedienti e per questo custodiamo tutto di lei, a partire dalla sua Santa Messa.
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