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domenica 21 luglio 2019

In questa solitudine?


VI DOMENICA DOPO PENTECOSTE


IN QUESTA SOLITUDINE?
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 21 Luglio 2019

domenica 14 luglio 2019

Ma io vi dico


V DOMENICA DOPO PENTECOSTE


MA IO VI DICO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 14 Luglio 2019

domenica 7 luglio 2019

"La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio": la vita come vocazione.


IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE


"LA CREAZIONE STESSA ATTENDE CON IMPAZIENZA LA RIVELAZIONE DEI FIGLI DI DIO": 
LA VITA COME VOCAZIONE.
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 7 Luglio 2019

giovedì 4 luglio 2019

Tiene il Cuore di Cristo

FESTA DI NOSTRA SIGNORA
DEL SACRO CUORE DI GESU'
Vocogno, Domenica 30 Giugno 2019


Video Santa Messa


Tiene il Cuore di Cristo
Omelia di don Alberto Secci


Video Processione


Video Vespri cantati e Benedizione Eucaristica

lunedì 1 luglio 2019

Per un po’ non riunitevi più


Pubblichiamo il numero di Luglio 2019
di "Radicati nella fede"

PER UN PO' NON RIUNITEVI PIU'




PER UN PO' NON RIUNITEVI PIU'
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 7 - Luglio 2019

 La crisi è lunga, lunghissima, sembra non aver fine.

 Ogni giorno è un bollettino di guerra: chiese chiuse, diocesi accorpate, istituti religiosi commissariati o estinti, cardinali contro cardinali, monsignori che rilasciano interviste accusatorie al Papa e al Vaticano, denunce processi incarcerazioni di ecclesiastici, riduzioni allo stato laicale.
 E poi, cosa peggiore in questi bollettini di guerra, le novità bisbigliate, smentite e riconfermate: abolizione del celibato sacerdotale per l'Amazzonia, diaconato femminile, donne cardinali, laici per para-messe, comunione ai divorziati e ai concubini... e l'elenco potrebbe continuare, ma ci si stanca la mano, e il cuore soprattutto, a scriverne.

 È il bollettino di guerra, di una guerra precisa per l'eliminazione della Chiesa cattolica stessa.

 E cosa fanno quelli che hanno causato questa guerra senza fine? Si propongono come i guaritori, proprio loro che continuano ad assestare colpi mortali alla vita cattolica. L'inganno è proprio qui, tutto qui: non cambia niente. Si sono riuniti, hanno riformato la Chiesa, questa sta morendo, e loro si riuniscono ancora per incolpare, dei disastri causati, la cattiveria dei singoli uomini. È una furbizia demoniaca! Troppo facile incolpare i peccatori, ecclesiastici o laici che siano, troppo facile! Quale novità se gli uomini sbagliano, se tradiscono Cristo, se sono incostanti e vigliacchi, quale novità? Ma la Chiesa non c'è forse, voluta così da Dio, proprio per la conversione dei peccatori, per la loro guarigione?

 Invece di accusare moralisticamente i singoli peccatori, occorre domandare perdono dentro un dolore immenso per la cura sbagliata di questi anni.

 Si sono riuniti i Pastori, come fossero dei medici ad un congresso loro, e hanno propinato medicine che hanno intossicato tutto il corpo della Chiesa che ora illanguidisce. E l'errore è partito dall'aver negato la malattia. Hanno sottovalutato, se non taciuto, la potenza del male e del peccato. Di fatto si è negato il Peccato Originale e la concupiscenza che lascia nelle anime. Come hanno fatto le legislazioni civili di fronte ai mali della società: gli uomini tradiscono, allora concediamo il divorzio; la droga si diffonde, allora legalizziamola; c'è l'aborto clandestino, allora facciamo di questo crimine orrendo un diritto. Di fronte al male lo si nega per sanarlo.
 Così i Pastori riuniti han fatto con la modernità laicista, marxista-liberale o esistenzialista che fosse: per risolvere il problema hanno dichiarato che questa laicità non era contro la fede; hanno pensato che bastasse dire così per inaugurare una nuova era di rapporto con il mondo... e così il male è stato lasciato libero di invadere le anime dei fedeli.

 Sono loro ad aver sbagliato, ad aver provocato l'epidemia di infedeltà dilagante, ad aver propagato il male; e continuano a proporsi come i medici della Chiesa malata, ed obbligano la loro nefasta cura.

 E noi dovremmo accettare la cura che ci ha ammalato e poi, magari, ringraziare i medici che ci hanno sotterrato, come si fa spesso oggi nei manifesti funebri.

 È l'inganno più diabolico che si possa immaginare.

 Per favore, Pastori della Chiesa, per un po' non riunitevi più.

 Non riunitevi più fino al giorno in cui si riconoscerà che la cura era sbagliata, negando l'oggettività del male e confinandolo al solo individuo quando non si poteva negarlo.

 E chi non ce la fa a riconoscere il fallimento di questa cura, abbia il coraggio di lasciare il posto ad altri Pastori che la medicina, quella della grazia di Cristo nella sana dottrina, la conoscono.
 Chi non ce la fa a riconoscere il fallimento di questa cura abbia il coraggio di ritirarsi, di andare a pregare per sè e per quelli che sono stati intossicati; vada a far penitenza per i morti nella fede di questi anni, che non si possono più disintossicare, e così sarà ancora Pastore.

 E per favore, non mandi a suo sostituto un timido conservatore, che pensa di risolvere tutto con un po' di maquillage ecclesiastico: un po' di incenso in più, qualche Kyrie cantato, qualche genuflessione e qualche talare in più. Troppo poco! Troppo niente!

 Occorre avere medici, Pastori, coscienti che l'avvelenamento si è propagato mutando la Messa di sempre, cambiamento che ha portato con sé l'amnistia per tutte le colpe moderne. Sì, la Messa di sempre con la dottrina di sempre, e smettiamola di dire che questa frase è semplicistica: la Messa immutata dai tempi apostolici è stata stravolta e il nuovo rito ha liberato tutti i germi dell'eresia e dell'immoralità. La nuova messa, i nuovi riti dei sacramenti, la nuova maniera di pregare ha privato il corpo della Chiesa e i corpi dei fedeli degli anticorpi di difesa, così il male, sempre latente nell'organismo, è dilagato libero ed è diventato metastasi.

 Vi supplichiamo, per un po' non riunitevi più e lasciate fare l'esperienza della tradizione integrale. Ridate alle parrocchie la Messa cattolica, quella vera. Ordinate uomini che vogliono essere sacerdoti come lo sono stati gli Apostoli, i Padri della Chiesa e i preti di duemila anni. E tra questi scegliete  Vescovi che rifiutano ogni novità, perché la Chiesa di Cristo possa salvare ancora.

sabato 29 giugno 2019

Gesù Eucaristico: in noi perchè di fronte a noi.


CORPUS DOMINI
Vocogno Domenica 23 Giugno 2019


Video Santa Messa cantata




Gesù Eucaristico: in noi perchè di fronte a noi.
Omelia di don Alberto Secci




Video Processione e Benedizione eucaristica








domenica 23 giugno 2019

Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù


FESTA DI NOSTRA SIGNORA 
DEL SACRO CUORE DI GESU'

Vocogno, Domenica 30 Giugno 2019


Ore 10.30
SANTA MESSA CANTATA
PROCESSIONE

Ore 15.30
VESPRI CANTATI
CANTO DELLE LITANIE 
DEL SACRO CUORE
BENEDIZIONE EUCARISTICA

ore 17.00 Santa Messa letta


domenica 16 giugno 2019

La Trinità e i maomettani cristiani


SANTISSIMA TRINITA'


LA TRINITA' E I MAOMETTANI CRISTIANI
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 16 Giugno 2019

Corpus Domini secondo Tradizione a Vocogno in Val Vigezzo


Domenica 23 Giugno 2019
Vocogno

SOLENNITA' DEL CORPUS DOMINI


Vi invitiamo a vivere questa giornata
in onore a Gesù Eucaristico

ore 10.30
SANTA MESSA CANTATA
E SOLENNE
PROCESSIONE EUCARISTICA

ore 17.00 S. Messa letta



domenica 9 giugno 2019

Quando la grazia non funziona.


PENTECOSTE


QUANDO LA GRAZIA NON FUNZIONA
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 9 Giugno 2019

domenica 2 giugno 2019

Più Ascensione, meno Pentecoste.


ASCENSIONE DI N. S. GESU' CRISTO


PIU' ASCENSIONE, MENO PENTECOSTE.
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 2 Giugno 2019

sabato 1 giugno 2019

Operazione alchemica, non chirurgica.


Pubblichiamo il numero di Giugno 2019
di "Radicati nella fede"

OPERAZIONE ALCHEMICA,
NON CHIRURGICA.




OPERAZIONE ALCHEMICA, NON CHIRURGICA
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 6 - Giugno 2019

  “Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura, chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato” (Mc 16,15-16)... è così semplicemente chiaro Nostro Signore Gesù Cristo, è così semplicemente chiaro il Vangelo.

 Maledetti i teologi che hanno interpretato e reinterpretato fino a vanificare la parola del Signore, maledetti e non benedetti perché hanno tolto dal cuore della Chiesa la preoccupazione per la salvezza. Hanno commentato, hanno aggiustato, hanno attenuato fino a vanificare il cuore di tutto, la preoccupazione per la salvezza delle anime.

 Salus animarum suprema lex, la salvezza delle anime è la legge suprema della Chiesa, questo lo sapevano tutti, prima che delle maldestre ermeneutiche illanguidissero mostruosamente il vangelo.

 È sotto gli occhi di tutti che oggi, nella vita della Chiesa, questa preoccupazione sia praticamente scomparsa. Non se ne parla più e se qualcuno osa parlarne ancora provoca un irritato fastidio: è un linguaggio che non piace, peccato sia il linguaggio di Cristo!

 E la Chiesa la si è voluta riprogrammare a tappe forzate su altro; si sono lasciati morire, in questi decenni, i superstiti della “vecchia” Chiesa e del vecchio e semplicistico cristianesimo, impegnato ancora nel salvare e nel salvarsi, e si sono riprogrammati i quadri per una nuova chiesa impegnata in altro: nuovi preti, nuovi vescovi, nuovi fedeli... per la chiesa che si sognava del futuro.

 La preoccupazione per la salvezza brutalmente sostituita con la preoccupazione per l'unità del genere umano... senza portare a sostegno della propria tesi una sola parola della Sacra Scrittura e della Tradizione.

 E perché questa operazione dai salotti ermeneutici potesse diffondersi velocemente nel popolo, si è provveduto a cambiare la messa e con essa tutta la liturgia: ecco perché la famiglia dei teologi reinterpretanti ha in odio la vecchia messa e la vecchia chiesa. E l'odio loro è violento, odiosamente violento.

 “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo...”, ... sarà salvo... toccare questo principio, far sì che non sia più LA preoccupazione della Chiesa, modificare questo principio diminuendolo o tacendolo (e lo si modifica anche tacendolo, soprattutto tacendolo) equivale ad uno tzunami, ad un cataclisma nella Chiesa di Dio.

 Per chi non crede più al problema della salvezza, perché tutti si salvano automaticamente  essendo uomini amati da Dio; per chi non vuol più sentir parlare di salvezza delle anime, la conseguenza ragionevole sarebbe quella di dichiarare chiusa l'esperienza della Chiesa stessa: se la Chiesa non serve per la salvezza, perché tutti son già salvi, a quale scopo essa esisterebbe?

 Ma la neo-chiesa non brilla per ragionevolezza e non brilla per applicazione del principio di non-contraddizione.

 La gente invece, che è più ragionevole, questo lo avverte quasi naturalmente, così tanto che sta abbandonando da tempo una chiesa nei fatti dichiaratasi inutile; ma loro no, i “governatori” della rivoluzione svuotante la fede, si ostinano nel tenere aperto un aborto di chiesa, occupata solo nell'unità del genere umano, senza nemmeno che quest'unità sia dichiarata in Gesù Cristo.

 I nostri tempi saranno ricordati dai cattolici del futuro come quelli della più grande crisi mai vista, come i tempi del grande inganno, dell'inganno più assurdo.
 Si assiste infatti alla consumazione di una vastissima e profonda riprogrammazione del Cattolicesimo; riprogrammazione sfigurante la Chiesa di Cristo.

 Si tratta non tanto di un'operazione chirurgica, ma alchemica.

 Molti tradizionali pensavano fosse un'operazione chirurgica quella dei modernisti. L'operazione chirurgica toglie qualcosa e allora chi reagisce tende a rimettere ciò che è stato tolto. Molte volte le eresie furono operazioni prevalentemente chirurgiche: pensiamo ai protestanti che tolsero sacramenti, culto dei santi e culto della Beata Vergine Maria.

 Dalla chirurgia degli eretici in fondo è facile salvarsi e reagire, l'operazione la vedi, ti accorgi facilmente di ciò che tolgono.

 Ma qui no, la faccenda è immensamente più seria, perché l'operazione è alchemica: esternamente tutto è lasciato, ma dentro è reinterpretato in senso svuotante; hai le cose della Chiesa di sempre ma vogliono dire altro: messa, sacramenti, preghiere, comandamenti... lasciati e reinterpretati. Alla fine ti trovi in una chiesa non più cattolica, che conserva ricordi di cattolicesimo.

 Operazione non chirurgica ma alchemica: l'apparenza è la stessa, papi-vescovi-preti-fedeli... l'apparenza è la stessa, la sostanza no! È reinterpretata. Le parole cristiane sono l'involucro per vuoti abissi agnostici.

 La chiave di volta del cambiamento: la scomparsa della preoccupazione della salvezza.

 Dobbiamo smettere di pensare di poter tornare alla tradizione rimettendo qualche cosa del passato: quanti preti e fedeli si illudono così. Difronte all'alchimia modernista non basta rimettere qualcosa, se poi ti reinterpretano ciò che hai rimesso.

 Occorre ripartire dal cuore: la preoccupazione per la salvezza delle anime, la nostra e quella di tutti.

 La preoccupazione della salvezza deve essere il cuore di ogni preghiera e gesto, deve arrivare a coincidere con il battito del nostro cuore, solo allora ciò che facciamo non sarà svuotato e tornerà ad essere integralmente cattolico.

La Santità è Mariana / 5


I VENERDI' DEL MESE DI MAGGIO

LA SANTITA' E' MARIANA


Quinto Venerdì: KOLBE
don Alberto Secci
Vocogno, 31 Maggio 2019


domenica 26 maggio 2019

La preghiera soprannaturale e la preghiera naturale


V DOMENICA DOPO PASQUA


LA PREGHIERA SOPRANNATURALE 
E LA PREGHIERA NATURALE
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 26 Maggio 2019

sabato 25 maggio 2019

domenica 19 maggio 2019

Se non giudica non è la Chiesa cattolica


IV DOMENICA DOPO PASQUA


SE NON GIUDICA NON E' LA CHIESA CATTOLICA
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 19 Maggio 2019

sabato 18 maggio 2019

La Santità è Mariana / 3


I VENERDI' DEL MESE DI MAGGIO

LA SANTITA' E' MARIANA


Terzo Venerdì: BEATO PIERGIORGIO FRASSATI
don Alberto Secci
Vocogno, 17 Maggio 2019


domenica 12 maggio 2019

Hanno chiuso il Cielo


III DOMENICA DOPO PASQUA


HANNO CHIUSO IL CIELO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 12 Maggio 2019

sabato 11 maggio 2019

La Santità è Mariana / 2


I VENERDI' DEL MESE DI MAGGIO

LA SANTITA' E' MARIANA


Secondo Venerdì: SANTA TERESA DEL BAMBIN GESU'
don Alberto Secci
Vocogno, 10 Maggio 2019


domenica 5 maggio 2019

Seguire il Buon Pastore


II DOMENICA DOPO PASQUA


SEGUIRE IL BUON PASTORE
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 5 Maggio 2019

sabato 4 maggio 2019

La Santità è Mariana


I VENERDI' DEL MESE DI MAGGIO

LA SANTITA' E' MARIANA


Primo Venerdì: DON BOSCO
don Alberto Secci
Vocogno, 3 Maggio 2019

martedì 30 aprile 2019

Troverà la fede sulla terra?


Pubblichiamo il numero di Maggio 2019
di "Radicati nella fede"

TROVERA' LA FEDE SULLA TERRA?



TROVERA' LA FEDE SULLA TERRA?
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 5 - Maggio 2019

 “Quando il Figlio dell'uomo tornerà, troverà la fede sulla terra?”: è questa la domanda che, espressa da Nostro Signore Gesù Cristo, torna continuamente nella nostra mente nei giorni che ci è chiesto di vivere.

 Forse tutti i cristiani, di tutte le generazioni cristiane, l'hanno udita riecheggiare dentro, nella costante e implacabile lotta della vita. Certo, tutte le anime seriamente impegnate, preoccupate di conservare la fede difronte al mondo, hanno sentito risuonare quelle terribili e solenni parole... “troverà la fede sulla terra?”.
 Come però negare che oggi l'eco dell'interrogativo di Cristo ci raggiunge con una drammaticità che toglie il respiro?

  Ma c'è una cosa che fa ancora più tremare ed è che questa domanda diventa forte come un rombo di tuono non difronte al mondo, già da troppo tempo perso in uno stanco e reiterato laicismo, ma difronte alla Chiesa che, nel suo insieme, sembra aver smarrito la strada della fede autentica.

 E se il Signore si riferisse proprio alla sua Chiesa quando parlava di “terra”? Eh sì, perché affinché la terra degli uomini faccia ritrovare la fede a Cristo che torna, occorre che questa fede la Chiesa l'abbia custodita e, così custodita, comunicata.

 Ma quale fede?
 Quale fede dovrà trovare Cristo che torna?

 Certamente non una vaga religiosità, quella c'era già senza Cristo e ci sarà sempre.

 Non cercherà, il Signore, una vaga religiosità naturale, a cui magari affrettatamente qualche ecclesiastico avrà aggiunto un altrettanto affrettato “timbro” cristiano.
 Non una vaga religiosità naturale, la fede in un Dio generico che, come uscita di sicurezza, deve pur esserci per l'uomo che, consumata la vita su questa terra, si ritrova senza più niente in mano.

 No, non è questa la fede.

 La fede di Cristo, quella che lui cerca, è la fede nella vita soprannaturale che Lui è venuto a portare nel mondo; quella vita per cui lui è morto in Croce.
 È la fede nella vita di Grazia, quella comunicata dai sacramenti, tutti e sette, e custodita dai comandamenti, tutti e dieci.

 Gesù è venuto per elevare la nostra vita, per portarla in Dio unica nostra pace, e perché questa elevazione sia reale, si produca sul serio, chiede la rinuncia a se stessi, che inizia dalla rinuncia al peccato.

 Nella notte di Pasqua, nel cuore della Veglia, la Chiesa ci ha chiesto di ripetere le promesse del battesimo: Rinunciate a Satana e a tutte le sue opere?... Credete in Dio...?

 La fede, quella che dà davvero la vita eterna, produce una operazione reale nella vita, di rinuncia a sé e di consegna a Dio. La fede naturale, invece, non chiede niente e non produce niente.

 Il battesimo con le sue promesse ha aperto per noi, dono inaudito, la vita di Dio.
 “Quando Cristo tornerà” troverà questa fede sulla terra?

 Molta Chiesa Cattolica sembra averla già abbandonata nell'illusione di essere più facilmente accettata nella società praticamente atea di oggi.

 Certo, questa chiesa dalla fede “ridotta” non sarà mai la Chiesa Cattolica, ma la abita da dentro occupandola abbondantemente.

 E questa chiesa dalla fede “ridotta” ha da tempo il suo clero: un clero muto, che non chiama alla conversione perché in fondo, per lui, il peccato è solo un modo per dire la fatica del vivere.

 Questa chiesa dalla fede “ridotta” ha da tempo il suo clero che è pronto a benedire tutto, pur di sedersi nel salotto buono della società.
 Sì, perché nel vuoto della fede resta, per sentirsi ancora vivi, solo una cosa: esserci ancora in tutte le iniziative; e in nome di questo presenzialismo, non si cura la crescita di quel piccolo resto che ancora conserva la fede autentica, la fede di Cristo. Non si cura amorevolmente il piccolo resto, ma lo si scandalizza mentre si conversa nel salotto buono della società.

 Ci si illude che tutto diventi cristiano con un passaggio frettoloso in chiesa, con una benedizione a uno dei tanti “cippi” della religione civile, prendendo la parola tra un sindaco e un assessore.

 Sono illusioni e non benedizioni queste, perché non hanno, dentro, il movimento della Grazia, cioè la rinuncia a Satana e il credere in Dio.

 No, non basta davvero un passaggio in chiesa, non basta l'assistenza ad una messa affrettata e umanizzata, dove la preoccupazione è salire sul palco; non basta questa messinscena perché le cose diventino cristiane.

 Occorre che la vita degli uomini e della società lo siano davvero cristiane, cioè che portino dentro, anche come giudizio culturale, la rinuncia a Satana e l'obbedienza a Dio.

 Occorre che siano veramente cristiane, con tutti i sacramenti e tutti i comandamenti... per la gloria di Dio e la vita degli uomini.
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